somebodyisknockinguponmydoor280

Name Play Duration
Dust My Broom
Elmore James

1:00 min
Cold Women With Warm Hearts
Rice Mack

1:00 min
Long Distance Call
McKinley Morganfield

1:00 min
You'd Better Watch Your Step
Midnight Breakfast

1:00 min
Somebody Is Knocking Upon My Door
Midnight Breakfast

1:00 min
Boogie Chillun
John Lee Hoocker

1:00 min
The Other Man In Me
Midnight Breakfast

1:00 min
Still Crazy
Midnight Breakfast

1:00 min
Wang Dang Doodle
Willie Dixon

1:00 min
I'm Your Man
Midnight Breakfast

1:00 min
Drunken Man
Midnight Breakfast

1:00 min
Mannish Boy
McKinley Morganfield

1:00 min

da "Chitarre" - n.99 Giugno 1994

Continua il momento felice per il blues nostrano, che non vive più solamente di quei pochi (e gloriosi) nomi che di questa musica sono stati pionieri nel nostro paese. Un buon numero di band sono uscite allo scoperto in questi primi anni novanta, in particolare nel nord della penisola, con risulati spesso assai più che discreti.
I Midnight Breakfast mostrano i segni dell'esperienza fatta negli anni attraverso la propria personale ricerca e la collaborazione con altri musicisti. Colpisce immediatamente la scelta di un suono volutamente asciutto ed essenziale, il voler collocare la propria musica "in faccia" all'ascoltatore senza inutili raffinatezze a volte si ha veramente l'impressione di ascoltare un combo di fine anni cinquanta da qualche vecchia incisione di repertorio. E inoltre è più che apprezzabile la qualità dei brani originali, la maggioranza, che non sfigurano affatto accanto alle varie cover. I bergamaschi Midnight Breakfast vivono in gran parte sulle ali della straordinaria voce di Marco Valietti, nera al limite dell'irreale, e nel suo connubio con la chitarra sanguigna di Stefano Albertini. Grazie alle rauche qualità di Valietti possono permettersi anche avventure in territori difficilmente praticabili dai più, come pagine di John Lee Hooker o Howlin' Wolf.  Una nota di merito alla sezione ritmica.

Stefano Tavernese - Chitarre