I momenti più importanti nella storia della MBBB sono  segnati sempre da un lavoro discografico, quasi a sancire un passaggio di consegne e che cristallizza un modo di interpretare il blues e la fine di un percorso espressivo, da cui sempre riparte una nuova strada , rimettendoci in gioco di nuovo nella ricerca di una sintesi interpretativa ,ma questo sempre senza "ratio", seguendo quello che ognuno di noi sente dentro in una pura e sincera ricerca del bello.



 BETWEEN


  
Name Play Duration
Mirror
Midnight Breakfast

4:09 min
Between
Midnight Breakfast

5:46 min
Trees
Midnight Breakfast

5:56 min
Travelling
Midnight Breakfast

4:43 min
Standing
Midnight Breakfast

3:46 min
Down
Midnight Breakfast

4:47 min
I Met The Girl
Midnight Breakfast

2:54 min
Ground
Midnight Breakfast

5:39 min
Train
Midnight Breakfast

4:19 min
Cold Place
Midnight Breakfast

4:48 min

 Il Blues - n. 146 - Marzo 2019

Parliamo della quinta prova discografica di freschissima uscita di questa band nostrana che vive già da più di tre decenni grazie alla spinta fornita da Marco Valietti e Stefano Albertini entrambi chitarristi bergamaschi.
“Between” esce a tre anni dal precedente “Close To The Wall” e rafforza la sensazione di ricerca di un nuovo percorso musicale per questa band che ha fatto dell'essenzialità comunicativa la sua bandiera. Il nome della band già dal disco precedente ha perso i l “Blues Band” finale come a significare uno stacco rispetto al passato e una sorta di emancipazione rispetto a un atteggiamento di passiva imitazione dei modelli storici puramente blues. E questo segnale è tradotto chiaramente nella musica prodotta dai Midnight Breakfast: tutti i 10 brani sono originali e attribuiti senza distinzione ai 4 membri della band, che sono oltre ad Albertini e Valietti il bassista Luigi Cortinovis e il batterista Fabio Carenini. Lo stesso titolo dato al disco simboleggia chiaramente la transizione verso una nuova forma di espressione musicale e artistica, e il tutto si avverte chiaramente nella musica che ci arriva dai 4, oltreché dai testi, veicolati dalla voce di Marco Valietti. Voce che resta un “unicum” nel panorama bluesistico italiano, e forse anche internazionale, trovando un termine di paragone forse solo con l'ultimo Tom Waits: ma anche questo è forse un riferimento scontato almeno in parte fuorviante.
Marco è a tutti gli effetti un performer assolutamente originale e incredibilmente comunicativo, e in questa versione dei Midnight Breakfast si trova a interpretare testi di essenzialità particolarmente pregnante, tutti basati su un clima che punta a comunicare una sensazione di
provvisorietà “Trees”, “Travelling”, “Train”, e in qualche misura di ricerca di identità “Mirror”, “Standing”. Particolarmente interessante il falsetto di “Ground” e “Cold Place” in cui Valietti sperimenta una modalità di espressione che suona straniante. Come si nota, anche i titoli dei pezzi
sembrano aver subito una specie di dieta dimagrante, essendo otto volte su dieci confinati a una sola parola, come una specie di pennellata messa lì ad abbozzare un mood, lasciando quindi a chi ascolta il compito (e la libertà) di completarlo con le sensazioni indotte dall'ascolto e,
perché no?, con la sua propria sensibilità. Dal punto di vista musicale, come si è detto, questo disco conferma un'evoluzione importante rispetto alle armonie e ai “topoi” standard e più scontati del blues, rifuggendo sistematicamente dalle usuali 12 battute, e osando anche qualcosa
dal punto di vista armonico, con impasti non convenzionali e qualche cromatismo (“Mirror” su tutte). Il tutto resta comunque basato su timbri strumentali molto familiari, anche quelli decisamente essenziali. Le due chitarre escono col minimo di effettistica, ma distinte e riconoscibili: quella di Valietti si esprime con poche note in primo piano, a volte leggermente saturate (qui meno del solito), ma invariabilmente quelle “giuste”, quella di Albertini invece fornisce con un suono molto “fenderish”il supporto ritmico fondamentale, che alla fine è uno dei caratteri distintivi della band dal punto di vista timbrico. Giusto spendere qualche parola di riconoscimento anche per il basso di Cortinovis e la batteria di Carenini, anche loro diretti ed essenziali ma sempre consistenti e perfettamente “in parte”. Il tutto è registrato con molta cura e inciso con un'ottima qualità sonora che crediamo renda giustizia alle intenzioni della band. L'ultimo brano, “Between”, che dà il titolo al disco stesso, è una specie di paradigma della modalità espressiva dei Midnight: testo di poche parole ma significativo, reso con la voce favolosa di Valietti, poche note di lead guitar, chitarra ritmica rarefatta con un filo di chorus, basso e batteria ipnotici, tutto davvero coinvolgente, da ascoltare a luci spente. L'ascolto del disco precedente a questo “Close To The Wall” ci aveva evocato qualche reminiscenza timbrica di musiche del passato come quella dei primi Grateful Dead o dei Quicksilver, ma qui siamo già in un territorio nuovo. Consigliamo, a chi possa, di cercare di ascoltare i Midnight Breakfast dal vivo, anche se le occasioni di vederli in concerto non sono moltissime. Speriamo che cambino idea su questo, intanto ascoltatevi questo “Between”: ne vale assolutamente la pena.
Carlo Gerelli

 

 


CLOSE TO THE WALL


SWETT POISON


MR NOBODY


SOMEBODY IS KNOCKING UPON MY DOOR