“Close to the Wall”

The new cd in stores on May 13, 2015                                                                           English version by Davida Gavioli

International Records Distribution  -  Glitterhouse Records

“Grazie ai Midnight Breakfast, il vessillo del Blues in Italia sventola alto” – Blues Time, 1994. “Non sfigurerebbero al confronto con le formazioni d’oltreoceano” – Buscadero, 1994. “La band è una macchina oliata alla perfezione che gira a mille nel pieno rispetto della più pura tradizione blues” – L’Isola, 1996. “Un Chicago blues rock moderno, che s’ispira fortemente a John Lee Hooker e Magic Sam per le chitarre e a Howlin' Wolf per la voce. L'ensemble dimostra un’innegabile cultura blues, più incline a un approccio modernista che a una rilettura scolastica” – Soul Bag (Francia), 2000. “Un blues senza ornamenti superflui e dove la concretezza rimane il fiore all’occhiello del quartetto bergamasco” – Il Blues, 2010. Nati nel 1985, i Midnight Breakfast sono ormai da tempo considerati non solo “una delle più longeve formazioni orobiche in circolazione” (come L’Eco di Bergamo già scriveva una ventina d’anni fa) ma addirittura una delle più leggendarie, rispettate e originali band emerse dalla paludosa e da sempre troppo standardizzata scena blues europea. Malgrado una produzione discografica oltremodo parsimoniosa (e genuinamente indipendente) che ha distillato soltanto quattro album caparbiamente autoprodotti nell’arco di tre decenni, già nel 2000 anche l’influente rivista americana Living Blues si era accorta di loro arrivando a scrivere che “la voce ruvida e la chitarra pungente di Marco Valietti sono tutto ciò che serve per convincerci che questo sia davvero blues e che sia ora di prendere seriamente in considerazione gli artisti blues europei”. Così, nel 2001, Antonio Gramentieri descriveva un concerto del quartetto dalle pagine di Musica!/La Repubblica: “La voce di Marco Valietti, boogie man bergamasco, è un botto che scuote lo stomaco più di un cocktail ad alta gradazione. Stilettate Gibson rompono le linee di continuità di un talkin’ inquieto, basso e statico. Che mischia Hooker e Waits senza cedere al gusto della pura citazione. Il gruppo, esemplare per drive e senso della misura, edifica strutture grezze, essenziali. L’impasto è un blues impuro, sdrucito, ostentato nella sua imperfezione. Diabolico e affascinante. Brani indolenti, rabbia trattenuta, tensioni senza risoluzione. Ci si muove su un crinale sottile, ambiguo. Il coraggio è quello di affacciarsi sul vuoto restando appesi a poche note. Una sfida, per chi suona e per chi ascolta. Sfida che i Midnight Breakfast lanciano sul palco, ogni sera, da 15 anni a questa parte. In attesa che qualcuno la raccolga”.

Dopo un’altra quindicina d’anni e svariate centinaia di concerti, con la pubblicazione del nuovo album Close To The Wall, i Midnight Breakfast allungano ulteriormente il passo rinnovando una sfida che ormai chiede soltanto che venga scoperto il tesoro più a lungo nascosto (o, se preferite, meglio custodito) del panorama rock blues contemporaneo. Registrato in presa diretta (perché è così, senza trucchi e senza imbrogli, che certa musica si esprime al meglio) in un’unica session di quattro giorni al Master Chord Studio di Londra, sotto la produzione esperta di Paolo Legramandi (e poi masterizzato presso i gloriosi Abbey Road Studios), Close To The Wall raccoglie dieci brani originali che, anche dal punto di vista compositivo, si spingono sovente ben al di là dei ristretti canoni di un genere. Della tradizione classica del Chicago blues rimane forse il linguaggio, l’attitudine e una certa estetica sonora, ma è nell’equilibrio solo apparentemente minimalista tra groove e psichedelia, nel trasporto e nell’interplay tra i musicisti che risiede il segreto e la magia di questa band.

English version by Davida Gavioli

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